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SOLO MAIL DAI VETERINARI

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PERCHÉ ACCETTIAMO CONTRIBUTI DAI VETERINARI SOLO VIA MAIL

I social network sono canali immediati ma spesso dispersivi. I commenti possono degenerare rapidamente e per noi è impossibile monitorarli tutti costantemente per evitare che le discussioni vadano "fuori binario". I commenti, anche critici, dei veterinari sono ovviamente graditi quando permettono di integrare i contenuti pubblicati. Abbiamo quindi deciso di accettare interventi dai veterinari solo tramite email o PEC, per queste ragioni principali:

Utilizzo di pseudonimi Ci sono poi coloro che si dichiarano veterinari presentandosi con pseudonimi. Ovviamente, a questo punto chiunque può definirsi tale e scrivere ciò che vuole. Vedasi l'esempio di questa misteriosa "Momo Momo", che si dichiara veterinaria senza che vi sia alcun riscontro professionale verificabile sul profilo.



Noi invece vogliamo accertarci che chi dichiara di essere un veterinario lo sia realmente (anche a tutela della categoria stessa). Per questo chiediamo interventi via mail con un indirizzo riscontrabile in rete (ad esempio legato a una clinica o a un ambulatorio) oppure via PEC, che può essere verificata tramite INI-PEC (l'indice pubblico dei domicili digitali). In questo modo saremo certi dell'identità dell'autore.


Prevenire l'odio social e le polemiche inutili Vi sono poi commenti che non aggiungono nulla di utile, ma sembrano volti solo a creare polemiche. In questo periodo la FNOVI ha lanciato una campagna contro l'odio social verso i veterinari; tuttavia, se persino il componente di un Ordine scrive commenti insultanti come in questo caso, le conseguenze sono evidenti.



La pubblicazione di simili commenti comporta una valanga di risposte e controrisposte poco amichevoli (qui abbiamo riportato solo la prima). Se un veterinario vuole esprimere un parere, dobbiamo avere la certezza della sua qualifica. E assumersene le responsabilità.

Cancellazione dei commenti da parte degli autori Come vedete in quest'immagine, la persona di cui sopra ammette apertamente di aver cancellato i suoi commenti, dopo che abbiamo potuto dimostrarne la rimozione in quanto ne avevamo salvato uno. Comprendiamo che ci si possa pentire di quanto scritto di getto, però riteniamo che questo non sia ammissibile da parte di professionisti qualificati, che hanno la capacità di riflettere bene prima di pubblicare i loro interventi.



Si può ben immaginare il motivo della cancellazione dopo aver dato dell'ignorante, delinquente e presuntuosa alla proprietaria di una vittima di malasanità veterinaria.


Contributi costruttivi e tutela della privacy Alcuni commenti possono essere molto utili se presentati con spirito costruttivo, come quello qui sotto



Proprio sulla base di queste osservazioni abbiamo preparato una pagina sulle specializzazioni in Italia, che trovate qui.


Anche per questa  pagina viene data la possibilità ai veterinari di scrivere per esprimere il loro parere (finora non è arrivato nulla, neanche dall'autore delle osservazioni sopra riportate).

Inoltre, l'uso della mail ci permette di presentare i commenti critici nei nostri confronti indicando solo le iniziali del mittente. Questo evita gli attacchi personali e permette al lettore di concentrarsi solo sui contenuti. Infine, questo metodo tutela anche quei pochi veterinari che hanno mostrato apprezzamento per il nostro lavoro: non esponendo il loro nome, evitiamo che subiscano proteste da parte di colleghi che non gradiscono i nostri post.





Gli scambi "vivaci" e poco edificanti  fra veterinari che abbiamo visto nella vicenda del cane di Thomas Colussa e di cui riportiamo un esempio  in cui ci va di mezzo il cane, hanno dimostrato infatti che anche all'interno della categoria ci sono divergenze non indifferenti e non saremo certo noi a farle incrementare.






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