UNA FAO ... A TUTTA CARNE - UNA PETIZIONE ALL'ONU

 Nel mese di giugno 2008 si è tenuto il periodico vertice della FAO, l'organismo internazionale che si occupa delle risorse alimentari.

Ogni anno si sentono le solite chiacchiere e gli impegni non mantenuti si accumulano.

Purtroppo però sembra che la FAO non si renda conto di quanto sia pericolosa la produzione di carne per il mondo per gli equilibri ambientale ed alimentare nel mondo.

 

Stando ai dati apparsi ancora recentemente (gennaio 2008) sul Sole 24 Ore, la produzione di cereali foraggeri, cioè di quelli che vengono utilizzati per alimentare gli animali d'allevamento (che alla fine vengono sempre macellati) risulta essere di 1.051.000.000 tonnellate, quella di frumento e riso per l'alimentazione umana è pari a 1.023.000.000 tonnellate.

E' quindi evidente quanto pesi la produzione di carne sulla bilancia agricola mondiale (per non parlare dei consumi di acqua).

E' evidente che un organismo come la FAO dovrebbe promuovere la necessità di ridurre i consumi di carne se si vuole realmente liberare un quantitativo sufficiente per tutti di risorse alimentari ed evitare che i prezzi salgano costantemente, mettendo sotto pressione le popolazioni dei paesi più poveri.

E invece il Vicedirettore della FAO Hafez Ghanem ha rilasciato un'intervista radiofonica in cui dichiara che, per far fronte alla domanda, dovremmo aumentare dell'80 per cento la produzione di carne entro il 2030, risultato per lui impossibile se non cresceranno gli investimenti in agricoltura!

E' proprio il caso di aderire all'invito a protestare di Roberto, che ha segnalato il caso, ed inviare al vicedirettore della Fao il messaggio.

 

                                                       

 

 

evana
              

 

 

Segnaliamo anche la petizione all'ONU promossa da Jens Holm, Membro Svedese del Parlamento Europeo Swiss Union for Vegetarianism e European Vegetarian and Animal News Alliance (EVANA) dell'European Vegetarian and Animal News Alliance

Ne riportiamo la traduzione

Al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon
e in copia a:
FAO – Direttore Generale Jacques Diouf
WHO – Direttore Generale Dr.ssa Margaret Chan

CIBO CONTRO ALIMENTAZIONE ANIMALE

Egregio Sig. Segretario Generale,

nel 1996, la “Rome Declaration of World Food Security” (Dichiarazione di Roma sulla Sicurezza Alimentare Mondiale) riaffermava “il diritto di ciascuno ad avere accesso ad un cibo sano e nutriente”. I firmatari impegnavano anche la loro volontà politica “a sradicare la fame in tutti i Paesi”.

Nel 2008, la malnutrizione e la fame stanno non solo aumentando in molte parti del mondo ma sono pronte a toccare nuovi picchi di sofferenza. Raccolti sprecati e in diminuzione, prezzi che salgono rapidamente, insostenibili pratiche agricole sono solo alcuni dei fattori che si legano per esporre a rischi mortali la vita delle persone vulnerabili.

Non è accettabile che un’enorme percentuale dei raccolti disponibili sia ancora utilizzata per nutrire gli animali d’allevamento, anche nella triste situazione in cui la fame e la malnutrizione uccidono quasi sei milioni di bambini ogni anno.

In nome dell’umanità, una comunità globale responsabile non può più permettersi di investire 7-16 kg di grano o semi di soia, fino a 15.500 litri d’acqua e 323 metri quadrati di terra da pascolo per la produzione di un solo chilo di carne bovina per coloro che hanno i mezzi per pagarla. Più possibilità accessibili e sostenibili sono disperatamente necessarie al fine di garantire il cibo a tutti.

Sfortunatamente, anche se gli esperti della FAO considerano “Il bestiame come una grave minaccia per l’ambiente”, consigliano semplicemente tecniche di allevamento differenti, alcune delle quali implicano il rischio di danneggiare ancora di più, forse irrimediabilmente, un ambiente già vulnerabile.

Tutte le persone affamate, molti milioni di vegetariani e quelli che sono in cerca di sane alternative alle tradizioni distruttive hanno il diritto di aspettarsi da coloro che prendono decisioni, da governi ed organismi internazionali, un’indagine scientifica di tutte le opzioni disponibili, incluso il vegetarismo. Questa risorsa – e stile di vita volto a preservare la vita - merita una ricerca obiettiva e un impegno promozionale, non da ultimo per la sua capacità di decidere della violenta battaglia del “cibo contro l’alimentazione animale” in favore dell’umanità.

Per questa ragione, ci appelliamo alle Nazioni Unite ed alle sue rappresentanze al fine di smettere di ignorare il vegetarismo e per studiarne invece i poliedrici benefici, con l’intento di incorporarli in future strategie per un mondo senza fame.

Cordialmente,

 

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Fonti:

1. Universal Declaration of Human Rights (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani): “Ognuno ha il diritto ad un tenore di vita adeguato alla salute e al benessere personali e della propria famiglia, cibo incluso…”

2. Rome Declaration of World Food Security (Dichiarazione di Roma sulla Sicurezza Alimentare Mondiale): “Noi consideriamo intollerabile che più di 800 milioni di persone ovunque nel mondo, e particolarmente nei Paesi sviluppati, non abbiano abbastanza cibo da soddisfare le proprie esigenze nutrizionali minime. Questa situazione è inaccettabile.”

3. FAO: Livestock a major threat to environment (Il bestiame come una grave minaccia per l’ambiente)

Approfondimenti:

1. Jens Holm: The livestock industry and climate – Over a third of all grain harvested becomes fodder. Is that rational? (L’industria del bestiame e il clima – Oltre un terzo di tutto il grano raccolto diventa foraggio. Ciò è razionale?)

2. Swiss Union for Vegetarianism: The Ecological Consequences of Meat Consumption (Le conseguenze ecologiche del consumo di carne)