Eleonora C. ha scritto una lunga lettera all'ATRA in cui si legge: Vorrei sottolineare che non sono membro di associazione animaliste e che, anzi, amavo l'idea di andare allo zoo per ammirare gli animali e avere la possibilità di osservarli da vicino; ma la mia idea di zoo è quella di un luogo dove animale e uomo possano incontrarsi nel rispetto reciproco (...) questo vuol dire grandi spazi che riproducono il suo ambiente naturale. Io tutto ciò nello zoo di Magliaso non l'ho trovato e mi è sembrato sbagliato, ed è per questo che ho deciso di scrivervi per raccontarvelo. (...) sempre nei pressi dell'entrata si trova la voliera dei gufi reali; (...) non potete nemmeno immaginare quanto mi si è stretto il cuore nel vedere questi due magnifici rapaci in uno spazio tanto ristretto (...) Vi risparmiamo il resto.
Per farvi capire meglio, leggete cosa abbiamo fatto inviare al presidente del Consiglio di Stato e cosa ha risposto (o meglio, ha fatto rispondere) il governo cantonale: Egregio Presidente, sono rimasto anch'io allibito nel sapere che il sito ufficiale del turismo ticinese www.ticino.ch inserisce lo zoo di Magliaso fra gli itinerari per le famiglie!!
Pensavo che simili strutture non esistessero più in Svizzera e non comprendo come possiate vantarVi per una simile struttura, le cui foto riportate su internet dimostrano essere la classica prigione per animali, che persino le cittadine italiane con Voi confinanti (Como e Varese) hanno chiuso da tempo. Le chiedo vivamente di accogliere il progetto di riconversione per far diventare lo zoo un centro di recupero per la fauna autoctona. Con i migliori saluti.
La risposta potete leggerla cliccando qui LETTERA DEL VETERINARIO CANTONALE
In pratica ci viene fatto sapere che legalmente è tutto a posto; vorremmo ben vedere che non lo fosse, sarebbero già partite le denunce. Il Governo non può certo far chiudere d'imperio una struttura legale, ma può benissimo esercitare quella che si definisce "moral suasion", cioè una pressione sui proprietari affinché accettino l'idea di riconvertire la struttura, dato che la sua attuale esistenza provoca danno d'immagine al Cantone. Le proteste danno comunque fastidio, tanto che ad esempio il municipio di Neggio ha addirittura respinto la richiesta di effettuare una serie di manifestazioni, ritirando anche il permesso già rilasciato per il lunedì di Pasqua 2008! Possiamo chiedere il vostro aiuto per la nostra battaglia? Fate capire alle autorità che lo zoo di “al Maglio” scredita l'immagine turistica del Canton Ticino, inviando il messaggio (clicca sull'icona)
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