IL
DECRETO … MILLESOFFERENZE
Il 2005 è iniziato nel peggiore dei modi per gli animali.
Nell’approvazione del decreto “milleproroghe”, calderone in cui
vengono gettate decine di proroghe relative agli argomenti più disparati,
le lobby degli allevatori sono riuscite ad infilare
tre provvedimenti che fanno fare un grande passo indietro nella
tutela degli animali d’allevamento: la cancellazione del divieto di
alimentazione forzata per oche e anatre, in vigore dal 2004, il differimento
a fine 2005 del divieto di spiumatura e il differimento di
5 anni (al 2010 e al 2013) dei termini stabiliti per l’applicazione delle
norme sugli allevamenti di animali da pelliccia.
Si trattava di prescrizioni contenute nel Decreto
Legislativo 26/03/2001, n. 146 "Attuazione della direttiva 98/58/CE
relativa alla protezione degli animali negli allevamenti"
Un
disastro preannunciato
Già in novembre alcuni
senatori avevano infilato un primo emendamento sugli allevamenti, ripreso e
rafforzato alla Camera in dicembre e inutilmente contrastato dal deputato
Niki Vendola. I parlamentari
che hanno provocato questo disastro sono in gran parte di Forza Italia, più
alcuni dell’ UDC e della Lega Nord; per avere tutti i dettagli e i nomi
dei responsabili potete andare
sulla seguente pagina internet:www.osservatoriopolitico.org/dettagli/emend_allevamenti.html
Purtroppo nessuna associazione si è accorta
di quanto stava accadendo, tanto meno quelle che hanno
riferimenti in pianta stabile al parlamento. Così la divulgazione
della notizia è avvenuta
tramite il periodico internet dell’Unione Nazionale Consumatori; grazie
alla giornalista animalista Anna Mannucci è arrivata anche agli animalisti,
e quindi di rimbalzo alle associazioni
che si trovano la bella sorpresa tra capo e collo; per giustificare quanto
accaduto si è parlato di “colpo di mano”, cioè di azione
“improvvisa”; tuttavia abbiamo visto che la questione è andata avanti
per più di un mese, quindi la mano era stata alquanto lenta e anchilosata,
ma favorita assai da un “colpo di sonno” delle controparti; tant’è,
ormai la frittata è fatta…
fallisce
il tentativo di riparazione
Dato che doveva essere approvato un secondo “milleproroghe” si è
cercato di rimediare, ma senza successo.
Alla
Camera è infatti fallito il tentativo
di ripristinare la situazione con emendamenti presentati da deputati
tanto della maggioranza quanto dell’opposizione. Molto interessante in
quella sede
l’intervento del Governo, che ha sostenuto a spada tratta i
peggioramenti introdotti:
COSIMO
VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento: Signor
Presidente, ho ascoltato gli interventi degli onorevoli Zanella, Schmidt e
Mantini (per
salvare oche e visoni NdR). Il
Governo ribadisce che le norme su cui si intende intervenire sono state
introdotte non più tardi di 20 giorni fa da questo Parlamento. Non mi
pare che lo stesso abbia sbagliato, perché si è riferito a regolamenti
dell’Unione
europea.
Non
riesco a capire il motivo per cui, quando vi è qualcosa che non quadra, non
facciamo parte dell’Unione europea, mentre se c'è qualcosa che ci fa
piacere ne facciamo parte. Siamo una specie di sinusoide rispetto all'Unione
europea!
Questa
normativa, approvata da questa Camera 20 giorni fa, è conforme al
regolamento dell'Unione europea. Chiedo ancora, Presidente, che queste
proposte emendative non vengano approvate, anzi possibilmente che
vengano ritirate.
In effetti la questione europea non c’entra molto, dato che gli
stati possono benissimo porre dei provvedimenti più restrittivi rispetto a
quanto le nor-me europee stabiliscono come minimo sul tema.
Bisogna però dire che la maggioranza
con cui sono stati bocciati gli emendamenti è stata abbastanza ridotta e
probabilmente si è realizzata solo perché la proposta di votazione a
scrutinio segreto, richiesta da Paolo Cento, è stata respinta per
un’interpretazione restrittiva dei regolamenti.
Al Senato
i Verdi tentano di porre rimedio con degli emendamenti presentati dal
senatore Ripamonti e sostenuti solidalmente dall’intero gruppo, ma senza
successo.
Passa invece un ordine del giorno del
senatore di Forza Italia Malan, che riporteremo oltre, e che lancia un
raggio (molto limitato) di speranza.
maltrattamenti
legalizzati
La ri-legalizzazione dell’ingozzamento permette di far comprendere
in tutta la sua evidenza i limiti enormi della legge 189/2004 sui
maltrattamenti.
L'angosciante immagine dell'oca con il
tubo nella gola è la rappresentazione vivente dell'inutilità di questa
legge per
gli animali d'allevamento e della nefasta potenza del famoso articolo 19 ter.
Un maltrattamento così palese dovrebbe
rientrare senza difficoltà nel raggio d’azione della legge da renderlo di
immediata applicazione: “chiunque, per crudeltà
o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo
sottopone a sevizie ecc. ecc. La stessa pena si applica a chiunque (…) li
sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi”.
La forzatura del cibo nello stomaco provoca ben immaginabili sofferenze e
danni alla salute, tanto che il fegato si ammala.
Non ci risulta che i sostenitori di
quella legge si siano
sognati di chiedere l’applicazione della stessa contro questa
mostruosità che pure in linea di principio
urta persino contro il “sentimento per gli animali” dei cittadini;
purtroppo non servirebbe: l’art 19-ter rende nulla questa norma.
Infatti
quand’anche si prospettasse di fronte al giudice la crudeltà e il danno
alla salute di questa pratica, non ci vorrebbe un principe del foro per
spiegare che l’art. 19 ter era stato inserito (vedansi i lavori
parlamentari) proprio per evitare che attività considerate lecite potessero
essere interessate dalla nuova legge. E in questo caso il legislatore ha
voluto esplicitamente rendere legale questa pratica.
“testimonial”
involontari e tragici
Scrisse il magistrato Maurizio Santoloci: "è diventato realtà
il nuovo sistema giuridico preposto alla tutela degli animali (domestici e
selvatici) da ogni forma di maltrattamento, incrudelimento ed
uccisione gratuita in ogni sede o contesto".
Come
si fa a non ridere (amaramente) rileggendo simili affermazioni? Quanto
accaduto dimostra
infatti che il legislatore può reintrodurre senza difficoltà
pratiche orribili.
Quell’oca che ci guarda terrorizzata, assieme all’immagine del
cavallo morto all’ultimo Palio di Siena diventano involontariamente
tragici “testimonial” per la campagna di raccolta firme a sostegno
dei disegni di legge Ripamonti e Zanella di modifica all'attuale
legislazione.
cosa
possiamo fare
Si può fare qualcosa? Come detto, il senatore Malan è riuscito a
far approvare, con l’assenso del governo, un ordine del giorno nel quale
si considera che la disposizione “pro paté”
“ha impropriamente non differito o prorogato ma cancellato il
termine in vigore dal 1º gennaio 2004 di divieto di ingozzamento forzato di
anatre ed oche (…). Pertanto il Senato
“impegna il Governo a considerare la possibilità,
nell’emanazione
di prossimi atti, di ripristinare i termini previsti
dall’allegato originario del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146”.
Bisognerà rimboccarsi le maniche affinché il governo consideri
questa possibilità e può darsi che
non sia neanche troppo difficile, perché gli interessi elettorali
difesi dai parlamentari sono realmente di peso limitato (forse un po' di più
l'alimentazione forzata per il fois grais) e la ricaduta di immagine per i
partiti è davvero negativa.
Quindi, se il governo tarderà a “considerare la possibilità ecc.
ecc.”, dovremo dargli una spintarella; per una volta tutte le
associazioni saranno sicuramente unite nello stesso obiettivo.
