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Il Cittadino - 30/12/04

Gli animalisti si sono aggiudicati il primo round nella
battaglia legale ingaggiata contro il provvedimento

Il Tar boccia le multe 
per il cibo ai gatti

Il sindaco aveva vietato di dare 
da mangiare ai felini in strada

Guardamiglio (Lodi)
 
Guardamiglio Il sindaco vieta di lasciare scatolette per i randagi così Mondo Gatto, associazione animalista, si appella al Tar, il tribunale amministrativo regionale, ottenendo una prima vittoria. La vicenda ha come palcoscenico il comune di Guardamiglio dove il primo cittadino Elia Bergamaschi, con un'ordinanza del 17 settembre 2004, ha disposto «il divieto assoluto di abbandonare scarti di cibo o nutrimento per animali su suolo pubblico» pena una contravvenzione da 50 a 225 euro. Mondo Gatto, che collabora con l'Asl per la sterilizzazione dei randagi nel Lodigiano, decide di opporsi. Il presidente, Concetta Palazzolo, si rivolge a Layla Pensa, legale del Foro di Lodi, e a Claudio Linzola, avvocato milanese. I due legali, l'8 novembre, protocollano un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Chiedono di sospendere e annullare l'ordinanza del sindaco in quanto, si sottolinea nel testo, «con il divieto assoluto di abbandonare scarti di cibo o nutrimento per animali su suolo pubblico il sindaco ha provocato una drastica alterazione delle condizioni di sopravvivenza degli animali, in particolare dei gatti liberi tuttora esistenti e insediati nelle aree verdi del territorio del comune condannandoli a sicuro perimento per denutrizione, non avendo gli stessi altra fonte di sostentamento che il cibo fornito dai cittadini che a proprie spese curano, nutrono e sterilizzano i gatti delle colonie». Il 15 dicembre i giudici del Tar decideono per la sospensione «ritenuta l'illegittimità dell'ordinanza nella parte in cui vieta la distribuzione di cibo». Bergamaschi, in attesa di ricevere comunicazione della sentenza del Tar, si dice perplesso: «Se il tribunale amministrativo mi obbligherà a sospendere l'ordinanza lo farò ma sono francamente perplesso. Il fine era quello di tutelare la salute pubblica e la pulizia del paese». Bergamaschi cita la colonia di felini vicino al cimitero: «Una baraccopoli di scatoloni, cartoni, ombrelli dove molti abbandonavano i gatti, sicuri che ci fosse gente che lasciava il cibo». Bergamaschi assicura di non avere intenti persecutori: «Io stesso ho gatti, cani, cavalli. Sono figlio di agricoltori, per me gli animali sono importanti. Ma queste persone di scarsa educazione devono capire che non esistono solo loro al mondo. In municipio sono venute persone a chiedermi contributi perché non riescono a tirare a fine mese e persone che hanno chiesto contributi per comprare alimenti per gatti. Giro la domanda all'opinione pubblica. A chi devo dare la precedenza?». Indirettamente gli risponde l'avvocato Pensa commentando la sentenza: «È giusto che una materia come quella dei diritti degli animali, che può sembrare non prioritaria con tutti i problemi attuali, sia invece accolta ed esaminata con attenzione da parte di un ente. È indice di civiltà civica e giuridica, oltre a costituire giurisprudenza in materia».
Fabrizio Tummolillo

http://www.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2004/12/30/BL01-k.asp?Data=30/12/2004&Pagina=22  

 

 

data
02/01/2005
aggiorn. loc.-reg.-naz.
Lodi
ARGOMENTI
gatti randagi
fonte
Il Cittadino
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