Guardamiglio (Lodi)
Guardamiglio Il sindaco vieta
di lasciare scatolette per i randagi così Mondo Gatto, associazione
animalista, si appella al Tar, il tribunale amministrativo regionale,
ottenendo una prima vittoria. La vicenda ha come palcoscenico il comune di
Guardamiglio dove il primo cittadino Elia Bergamaschi, con un'ordinanza del
17 settembre 2004, ha disposto «il divieto assoluto di abbandonare scarti
di cibo o nutrimento per animali su suolo pubblico» pena una
contravvenzione da 50 a 225 euro. Mondo Gatto, che collabora con l'Asl per
la sterilizzazione dei randagi nel Lodigiano, decide di opporsi. Il
presidente, Concetta Palazzolo, si rivolge a Layla Pensa, legale del Foro di
Lodi, e a Claudio Linzola, avvocato milanese. I due legali, l'8 novembre,
protocollano un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Chiedono di
sospendere e annullare l'ordinanza del sindaco in quanto, si sottolinea nel
testo, «con il divieto assoluto di abbandonare scarti di cibo o nutrimento
per animali su suolo pubblico il sindaco ha provocato una drastica
alterazione delle condizioni di sopravvivenza degli animali, in particolare
dei gatti liberi tuttora esistenti e insediati nelle aree verdi del
territorio del comune condannandoli a sicuro perimento per denutrizione, non
avendo gli stessi altra fonte di sostentamento che il cibo fornito dai
cittadini che a proprie spese curano, nutrono e sterilizzano i gatti delle
colonie». Il 15 dicembre i giudici del Tar decideono per la sospensione «ritenuta
l'illegittimità dell'ordinanza nella parte in cui vieta la distribuzione di
cibo». Bergamaschi, in attesa di ricevere comunicazione della sentenza del
Tar, si dice perplesso: «Se il tribunale amministrativo mi obbligherà a
sospendere l'ordinanza lo farò ma sono francamente perplesso. Il fine era
quello di tutelare la salute pubblica e la pulizia del paese». Bergamaschi
cita la colonia di felini vicino al cimitero: «Una baraccopoli di
scatoloni, cartoni, ombrelli dove molti abbandonavano i gatti, sicuri che ci
fosse gente che lasciava il cibo». Bergamaschi assicura di non avere
intenti persecutori: «Io stesso ho gatti, cani, cavalli. Sono figlio di
agricoltori, per me gli animali sono importanti. Ma queste persone di scarsa
educazione devono capire che non esistono solo loro al mondo. In municipio
sono venute persone a chiedermi contributi perché non riescono a tirare a
fine mese e persone che hanno chiesto contributi per comprare alimenti per
gatti. Giro la domanda all'opinione pubblica. A chi devo dare la precedenza?».
Indirettamente gli risponde l'avvocato Pensa commentando la sentenza: «È
giusto che una materia come quella dei diritti degli animali, che può
sembrare non prioritaria con tutti i problemi attuali, sia invece accolta ed
esaminata con attenzione da parte di un ente. È indice di civiltà civica e
giuridica, oltre a costituire giurisprudenza in materia».
Fabrizio Tummolillo
http://www.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2004/12/30/BL01-k.asp?Data=30/12/2004&Pagina=22