Questa pagina è molto lunga: usate questo indice se volete leggerne solo qualche parte

             1 - Chi è l'animalista attivo?
            definirlo è facile, diventarlo un po' meno
     4 -  Single o associati?
                      beata solitudine o allegra compagnia?
   2 - Organizziamoci un po'
         per non passare dal tutto al niente 

 

3 - Quanto tempo abbiamo?
poco o tanto, se ben impiegato è
 sempre un utile contributo 

 5 - Attenti a non ... fondere 
      l'animalista attivo rischia di "disattivarsi"     facilmente; alcuni consigli per non restare scarichi

   6 - Vegetariani e contenti
        vegetarismo e veganismo: due strade        per evitare che la coerenza sia un optional

7 - E adesso mettiamoci all'opera!
alcune indicazioni per diventare subito attivi
8 - Associazioni: che rotta mantenere?
    istruzioni per non rischiare di scottarsi le zampe

 

Chi è l'animalista attivo?

E' quello che NON "delega" completamente agli altri (in genere alle associazioni) il compito di far progredire nella società il rispetto verso gli esseri non umani, per farle considerare persone non umane, cioè soggetti titolari del diritto ad una vita nel rispetto delle loro esigenze fondamentali, prevalente rispetto agli interessi materiali umani.Questa pagina intende essere una breve guida orientativa soprattutto per chi muove i primi passi; troverete un breve programma di lavoro per facilitare e rendere più proficuo il proprio impegno,  e alcuni spunti di riflessione su alcuni argomenti molto dibattuti all'interno del mondo animalista. 

 

Organizziamoci un po'!

spesso accade che - spinti dall'entusiasmo - ci si getti anima e corpo per qualche mese (o addirittura solo qualche settimana) nell'attivismo animalista, per poi mollare tutto quando ci si accorge che i risultati di tanto lavoro non sono così esaltanti come ci si aspettava.

Per evitare questo "effetto collaterale" bisogna anzitutto stabilire:

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quanto tempo vogliamo (e possiamo realmente) impegnare per questa nostra attività e quando (la sera, i fine settimana, durante le vacanze ecc.)

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quale attività vogliamo svolgere (sostegno via mail o lettera, presenza alle manifestazioni, cura diretta degli animali ecc.)

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come intendiamo operare (da soli o all'interno di associazioni)

Sono tre elementi basilari: trascurarli significa preparare il terreno a  un probabile fallimento.

                      Quanto tempo abbiamo?

Stabilire il tempo che vogliamo dedicare è importantissimo; un impegno ridotto ma costante è più utile di un impegno intenso ma del tutto saltuario;

Vi sono attività che possono comportare un impegno di tempo realmente ridotto; ad esempio il sostegno delle iniziative via mail o la raccolta di firme: se dedicate mezz'ora due o tre volte alla settimana per sostenere gli appelli che vi sono arrivati (mediamente per ogni iniziativa ci vogliono cinque minuti fra lettura e "copia/incolla" del messaggio) state già svolgendo un buon lavoro di supporto.
Non solo, se anche per una settimana non riuscite a svolgere questa attività, potete in genere ... recuperare la settimana successiva.

Se intendete dedicarvi alla cura di animali di rifugi, colonie feline ecc. dovete stabilire con più certezza il tempo da dedicare e la regolarità con cui potete farlo; si tratta di impegni importanti e che devono essere presi molto sul serio: saltare o rinviare i turni di  un canile o nel portare il cibo a una colonia può creare notevoli problemi, ben maggiori rispetto al non sostenere qualche iniziativa.

E adesso mettiamoci all'opera!

Dopo  aver stabilito il tempo che potete dedicare, i lavori che si possono fare sono tantissimi; il più semplice è il sostegno delle iniziative via mail (o fax o lettera); è un'attività molto più importante di quanto possa sembrare: quando pervengono centinaia di messaggi al destinatario, anche se sono tutti uguali, il solo fastidio di doverli cancellare e di trovarsi la posta intasata ha una sicura influenza: il destinatario capisce che vi è una forte opposizione e quando si tratta di aziende che devono proporre i loro prodotti al pubblico (ad esempio imprese di telefonia, catene di distribuzione ecc.), magari non rispondono, ma  ben si guardano dal ripetere un'iniziativa così contrastata (tipico esempio l'offerta in regalo di un pesce rosso ai bambini).

Per chi vuol agire in questo senso è veramente importante iscriversi a delle mailing list o a delle newsletter di  inform/azione.

Le prime, oltre a segnalare le iniziative, permettono un dibattito fra i partecipanti; la loro utilità consiste nel poter confrontare le proprie idee e quelle altrui su moltissimi temi, anche se talora possono risultare un po' dispersive.

Le seconde permettono invece esclusivamente di venire a conoscenza di iniziative per sostenerle e di parteciparvi.

Come fare per evitare il rischio di essere travolti dalle mail? Basta semplicemente creare delle regole di smistamento nel programma di  posta, in modo che le varie mail vengano inserite in cartelle speciali. Le regole possono evidentemente essere poi modificate come si vuole; con Outlook si fa così

 

A questo punto siete pronti per iscrivervi alle mailing list; ve ne segnaliamo due:

la prima è la mailing list di peacelink; potete iscrivervi collegandovi a www.peacelink.it/mailing_admin.html 
E' una mailing list "storica", molto interessante per l'ampiezza e la libertà del dibattito, oltre che per la presenza di numerose iniziative.

la seconda è la mailing di animali e diritti:

invia quotidianamente (salvo piccoli contrattempi) notizie d'agenzia relative agli animali e proposte per iniziative da attuare. Ogni iscritto può inviare messaggi al gruppo contenenti proposte e notizie, a condizione che il moderatore li approvi, in quanto la lista vuole essere essenzialmente "di servizio" ed evitare troppe discussioni.

Per le attività e le newsletter vi segnaliamo:

 AgireOra:  AgireOra, come sito e network, fornisce materiali, consigli, supporto, diffusione di notizia, è punto di aggregazione di nuove persone che vogliano entrare a far parte di un gruppo locale.
Si cerca  in questo modo di:
- attrarre un numero maggiore di attivisti, dando loro la possibilita' di agire, subito, senza intermediazioni;
-  trasformare il tipo di attivismo, per renderlo piu' incisivo e focalizzato;
- unire il movimento di base, creando un network;
 i riferimenti sono:
sito:www.agireora.org
iscrizione alla mailing list: http://www.agireora.org/modules.php?
op=modload&name=Sections&file=index&req=viewarticle&artid=9&page=1

richiesta informazioni o segnalazioni:

info@agireora.org - suggerimenti@agireora.org

il bollettinoanimalista è invece un servizio telematico di informazione in tempo reale delle urgenze animaliste: smarrimenti/ritrovamenti/adozioni/aiuto/numeri utili/associazioni locali/canili ecc. che opera:

A) attraverso il sito: entrando in www.crcssa.it si clicca su  BOLLETTINOANIMALISTA

la voce  SITI è dedicata agli altri siti impegnati nello stesso settore, in modo che chi perde Fido è sicuro di avere una panoramica completa e aggiornata (in archivio  restano COMUNQUE  rintracciabili i casi insoluti)

B)l'invio per e-mail degli aggiornamenti per facilitare ulteriormente i nostri amici in difficoltà; inviamo ogni giorno/ma anche -in casi estremi- più di una volta al giorno-gli aggiornamenti ai nostri iscritti; per iscriversi basta inviare un'e.mail anche senza testo a  bollettinoanimalista@libero.it, mentre per non disiscriversi basta inviare allo stesso indirizzo un' e-mail con scritto -basta - 

Iscrivetevi alla nostra newsletter, inviando una mail vuota con oggetto ATTIVAZIONE CIRCOLARI a notiziario@animalitalia.it (e CANCELLA per disiscrivervi); la frequenza è mooolto scarsa, quindi è adatta ai ... pigroni.

nota informativa ai sensi delle vigenti norme sulla riservatezza: Il vostro indirizzo sarà inserito nell'archivio magnetico del Comitato e trattato solo per potervi inviare le informazioni sociali (cioè il Notiziario e le circolari); non verranno ceduti a terzi;   il responsabile dei vostri dati è il diredattocompoimpaginadattilografacchipseudowebmaster del Notiziario Animalista Roberto Tomasi, al quale potrete rivolgervi per modifiche, cancellazioni, reclami (niente insulti, prego!) ecc. ecc.

E PER NON PERDERE TEMPO qui trovate subito una decina di iniziative da sostenere 

AL LAVORO

 

LE VOSTRE INIZIATIVE:

Se volete segnalare delle iniziative

1) RICORDATE DI INSERIRE I  VOSTRI DATI

Sono necessari per potervi chiedere eventuali aggiornamenti o chiarimenti al momento della realizzazione del Notiziario. Segnalate quindi:  - NOME E COGNOME, INDIRIZZO
- TELEFONO  (fisso e - se volete -  cellulare) ED E-MAIL

2) ALLEGATE LA DOCUMENTAZIONE  Controllate che siano riportati:

 - data e titolo della pubblicazione (giornale, periodico, libro ecc.).
 
- I dati di riferimento dei destinatari per l’invio dei messaggi (indirizzo, fax ed e-mail). In genere giornali e periodici hanno gran parte di questi dati in un riquadro che devono obbligatoriamente pubblicare, mentre per amministrazioni pubbliche, assessori, aziende ecc. bisogna reperirli con una breve ricerca.  

3) SPEDITE IL TUTTO  al Comitato Europeo Difesa Animali onlus, via M. Monti 53, 22034 Brunate CO, tel. e fax 031/364004 e-mail: notiziario@animalitalia.it


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Dato che riceverete molte richieste di sostenere iniziative tramite mail, è bene sapere che s
pesso può essere utile personalizzare il messaggio: infatti anche i destinatari possono inserire nel loro programma di posta regole per "smistare" la posta e ridurre al minimo il disagio. La personalizzazione contrasta questa "difesa"; bisogna però seguire alcune semplici regole, in modo che il messaggio di protesta sia fermo ma non insultante per due motivi:

1 - gli insulti sono scarsamente convincenti e anzi "convincono" il destinatario che a scrivere sia una persona isterico-estremista (e quindi un soggetto del cui parere non si deve tenere conto, perché non sarà mai - ad esempio - un potenziale cliente)

2 - potreste prendervi una diffida legale per ingiurie (o diffamazione se la vostra lettera è diretta a più persone) ed essere costretti a poco decorose scuse per evitare grane.

Quindi bisogna utilizzare frasi che evidenzino la vostra contrarietà e contestino un fatto concreto (una pubblicità, un atto particolare, un'ordinanza), andando invece molto  cauti sui giudizi verso il destinatario. Basta orientarsi  su frasi  del tipo:

protestiamo vivamente per  quanto apparso sulla Vostra rivista... - siamo indignati per la Vostra ordinanza comunale che ... - riteniamo inammissibile quanto da Voi fatto ... Vi comunichiamo la nostra totale contrarietà  alla Vostra scelta di ...

Vanno invece evitate frasi del tipo:

il Vostro comportamento è criminale... - siete indegni di una società civile ... - la Vostra disonestà nell'aver pubblicato... - siete un'azienda che dovrebbe essere chiusa ecc.

E' utile in genere inserire la frase "segnaleremo a parenti ed amici sensibili di non acquistare il Vostro giornale, prodotto ecc." (evitate però di scivolare involontariamente nel ridicolo, dichiarando che coinvolgerete centinaia di persone o associazioni, perché fareste la figura del canarino che dice di essere un'aquila: bluffare un pochino va bene, ma se si esagera si perde di credibilità e quindi di efficacia...

Single o associati?

Lavorare da soli o all'interno di un'associazione? E' un po' la stessa differenza che c'è fra l'andare in vacanza in tenda o andare in un albergo; in tenda potete organizzare la giornata come volete, ma dovete lavare i piatti e cucinare (e in caso di maltempo possono essere guai); in albergo trovate tutto pronto ma dovete rispettare regole ben precise.

Lavorare come volontario all'interno di un'associazione - specie se conosciuta - dà senza dubbio un senso di maggiore sicurezza, ci si trova in un gruppo (almeno in teoria) ben organizzato e le iniziative per le quali lavorate possono avere maggiori possibilità di successo. D'altra parte, si è obbligati a seguire le direttive di coloro che la dirigono anche quando  non le condividete per niente. Naturalmente queste limitazioni variano da associazione ad associazione; potete facilmente informarvi  quali associazioni esistono sul vostro territorio, iscrivervi a quella che vi piace di più e frequentarla un po' per conoscere l'ambiente. Se non vi "sconfinfera", si fa sempre a tempo a ... sparire.

Se invece decidete di fare i "cani sciolti" dovrete arrangiarvi in tutto da soli e quindi dovete limitare i vostri obiettivi: per sostenere iniziative o curare una colonia felina non necessariamente ci si deve intruppare in un'associazione, ma da soli ben difficilmente riuscirete a trovare ascolto presso le istituzioni per far approvare un'ordinanza a favore degli animali, realizzare un rifugio o combattere certi maltrattamenti; bisogna dire che grazie a internet si formano dei gruppi di sostegno informali che talvolta sostituiscono egregiamente l'appoggio delle associazioni.

Nulla vieta di iscriversi comunque ad un'associazione pur agendo da single, per chiedere un intervento in caso di difficoltà (ad esempio se qualcuno vi minaccia mentre date il cibo ai gatti). Insomma si può anche fare i single ... da mammà.


Attenti a
non ... fondere!

Chi intraprende la strada dell’animalismo attivo deve essere ben consapevole che troverà molti ostacoli e ...predisporre adeguate difese:

1 – considerazione vicino a zero: bisogna rendersi conto ed accettare che da quello che state per fare NON riceverete alcuna gratificazione sociale; in altre parole, se svolgete volontariato per  i diritti umani, per i disabili, per gli anziani ecc., il vostro lavoro sarà sempre considerato positivamente da parenti, amici, conoscenti ecc., mentre quando lavorate per le persone non umane riceverete, almeno nella società italiana, una considerazione minima, che talvolta giunge a malcelato disprezzo; in pratica è diffusa l’idea che qualunque risorsa (di tempo o economica) destinata ai non umani sia vergognosamente sottratta agli umani, una mentalità che si esprime perfettamente nella frase "si pensa più alle bestie che alle persone". 

Non si tratta di una mentalità diffusa fra i cosiddetti "zoticoni".
Leggete qui il titolo dell’editoriale scritto per il ferragosto 2003 dal direttore (non quindi un opinionista qualsiasi) di un diffuso giornale locale. Questi sono i pregiudizi contro i quali vi scontrerete costantemente

Potete divertirvi a fare come un'attivista che nel presentarsi dice a chi non la conosce che svolge volontariato "in un'associazione per la promozione dei diritti civili",  espressione che genera normalmente nell'interlocutore una reazione di ammirazione; quando poi spiega che si tratta di diritti di persone non umane (con tutto il corollario dei paralleli con la schiavitù, dei diritti alle donne ecc.), la controparte non è più in grado di contestare con scemenze come quelle pubblicate sopra. 

2 –
risultati scarsucci: l’animalista deve avere ben chiaro che a fronte di molto lavoro i risultati sembreranno poca cosa; su dieci iniziative ne vanno in porto – quando va bene - due o tre. E’ come se un cuoco dovesse rifare otto volte una torta prima di ottenerne una mangiabile, o se una sarta dovesse rifare dieci volte un vestito prima di ottenerne uno indossabile. Capite perché è facile scoraggiarsi?
Bisogna partire munendosi  di pazienza e determinazione come i cercatori d’oro, che setacciavano tonnellate di sabbia e ghiaia per ricavare poche pepite.

Come fare per non scoraggiarsi? Semplice, evitate – almeno all’inizio - di farvi assorbire totalmente dall’attività animalista, mantenete anche altri interessi più gratificanti, in modo da poter fare animalismo "a fondo perso" con la conseguenza che sconfitte e difficoltà che incontrerete potranno essere superate senza troppe difficoltà. Poi, quando vi sarete ben convinti e resi conto delle difficoltà, potrete ... aumentare la dose.

Potreste pensare che così facendo però si "rende" di meno. No, perché bisogna guardare nel lungo periodo; moltissime sono le persone che si lanciano nell’animalismo animati da grande entusiasmo e dopo qualche tempo (a volte pochi mesi) – scottati e delusi – si ritirano e non fanno più nulla; questo è quanto di peggio possa capitare; la modifica della mentalità collettiva, che è l’unico elemento che può cambiare realmente le cose, si ottiene con un costante e continuo lavorìo, quello stesso lavorìo che ha permesso alle donne di conquistare i diritti civili, agli schiavi di essere considerati persone e ai malati psichiatrici di non essere considerati solo mostri da rinchiudere.

Insomma, dato che il percorso è molto lungo, è meglio viaggiare a 80 all’ora impiegando il tempo necessario che partire a 200 e fermarsi dopo un po’ ...con il motore grippato.

Vegetariani e contenti

Proteggere gli animali e poi mangiarli non è proprio il massimo della coerenza; è d'altronde facilmente constatabile che cani e gatti riscuotono molte più simpatie rispetto agli altri animali e che spesso si dichiara "animalista" chi in realta si occupa solo di animali definiti "da affezione", senza tanto curarsi di cosa c’è nel piatto.

E’ importante quindi dare un segnale chiaro: tutti gli animali hanno lo stesso diritto di base, cioè vivere nel rispetto delle loro esigenze fondamentali. La carne non è assolutamente necessaria né per i bambini, né per gli anziani e quindi si può sostituire con facilità.

Per questo basta vedere il sito dell'Associazione Vegetariana Italiana  www.vegetariani.it  oppure il sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana www.scienzavegetariana.it; maggiore attenzione è dovuta per la scelta vegan, che – sviluppando il cammino verso la coerenza – non ammette il consumo di prodotti che attualmente comportano comunque la sofferenza e la morte degli animali; è vero ad esempio che la gallina non deve morire per fare un uovo, ma per mantenere i prezzi a livelli accettabili dai consumatori:

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i pulcini maschi vengono triturati assieme ai gusci oppure gasati ecc.

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le galline ovaiole fanno normalmente una vita infernale e anche quelle da allevamenti biologici, quando non producono più non vanno certo in pensione, ma vengono scannate come le altre.

La dieta vegan, potendo contare su un numero più ridotto di alimenti e soprattutto essendo molto meno seguita e quindi conosciuta, comporta la necessità di un’attenzione maggiore.

Per risolvere i problemi dei vegan sono sorti diversi siti, fra cui segnaliamo

bulletVegan Lifestyle 
bulletVegan Italia
bulletwww.happyvegan.org
bulletwww.veganlink.it
bulletwww.saicosamangi.it  
bulletwww.viverevegan.org 
bulletwww.vegan3000.it 

Chi fa una scelta vegetariana o soprattutto vegan si renderà ben presto conto delle difficoltà "sociali" che questo comporta (al ristorante, con gli amici, con i parenti ecc.); è quindi importante saper sostenere adeguatamente la coerenza della propria scelta; la "controparte" resta ad esempio in genere disorientato se le dite "saresti il primo a contestarmi se mangiassi gli animali che dico di difendere", aggiungendo riferimenti di tipo culturale, come scelta di nonviolenza seguita anche da Gandhi, Capitini, Leonardo da Vinci, Pitagora ecc. e come scelta di solidarietà sociale, visto che un terzo dei cereali prodotti vengono dati in pasto agli animali da carne, mentre potrebbero "fornire pane agli affamati". 
Un ultimo consiglio: le persone che sono in contatto con voi si formeranno un’opinione e si sensibilizzeranno sul vegetarismo e sul veganismo sulla base del vostro comportamento verso di loro; è comprensibile quindi il senso di disgusto che ci può dare un commensale che si mangia un’ostrica viva, ma un atteggiamento di sola critica rabbiosa non avrà un effetto molto più convincente di quello che può avere nel dissuadere dall’uso dell’auto il prendere a pugni le auto ferme al
semaforo e insultandone i conducenti...

Associazioni: che rotta mantenere?

Sulla questione delle  associazioni si potrebbero scrivere dei trattati; il rapporto con gli animalisti attivi è infatti spesso burrascoso; ad essere sinceri bisogna ammettere che le colpe sono un po’ da entrambe le parti; a volte infatti gli animalisti pretendono che le associazioni risolvano i problemi con la bacchetta magica e da parte loro talune associazioni si comportano verso gli animalisti un po’ troppo da furbette, come se fossero limoni da spremere e vendendo tanto fumo.

E’ quindi importante conoscere i limiti e i pregi delle associazioni, per costruire un corretto rapporto che non susciti aspettative grandiose (e cocenti delusioni) ed eviti di farsi prendere in giro o di farsi spremere.

Molti si chiedono perché non vi siano poche associazioni nazionali anziché una miriade di associazioni locali. Vi sono anzitutto motivazioni concrete dovute al fatto che

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gli argomenti sono numerosi (caccia, vivisezione, randagismo, circhi, allevamenti, vegetarismo ecc.);

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le posizioni "ideologiche" di partenza sono differenti (vi è chi ad esempio ritiene il vegetarsimo necessario e chi no);

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i metodi di lavoro sono differenti (vi è chi preferisce uno "scontro con gli avversari" e chi ritiene che si debbano seguire vie di continuo compromesso).

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un'associazione autonoma è molto più libera nel suo agire di una sezione di un’associazione nazionale.

In sé questa frantumazione non è necessariamente dannosa: un numeroso gruppo di associazioni locali ben coordinate è in grado di esercitare un’influenza altrettanto forte di un’unica associazione. Purtroppo invece le associazioni spesso sono mal o per nulla coordinate ed anzi ogni tanto se le danno di santa ragione offrendo uno spettacolo non particolarmente edificante.

Perché vi è tanta concorrenzialità fra le associazioni? Le cause principali sono due:

  1. le necessità finanziarie: un’associazione deve sostenere una serie di spese: realizzazione di materiale, cura degli animali, affitto sede, telefono e posta, e – se di dimensioni ragguardevoli – gli oneri del personale. Per poterli sostenere deve raccogliere fondi e quindi – seguendo le indicazioni di "marketing" – deve riuscire ad apparire ed emergere il più possibile al fine di convincere la gente ad iscriversi. Si tratta in sintesi dello stesso criterio – seppure molto più raffinato - che al luna park usano i vari proprietari dei baracconi: più attirano l’attenzione del pubblico e più riescono a far cassetta. Non solo, più soci si hanno e più forte è la possibilità di influenzare istituzioni, mass media ecc., e questo naturalmente rafforza questa tendenza, particolarmente elevata nelle grandi associazioni che necessitano di notevoli entrate e che devono operare a livello istituzionale con soggetti politici molto sensibili al seguito di "consensi" che le associazioni portano con sé.

  2. la necessità di "compensare" la carenza di gratificazione dovuta al mancato riconoscimento sociale di chi lavora per le persone non umane con quella "di ruolo" derivante dal ricoprire una carica (presidente, vicepresidente, consigliere ecc.) e di poter quindi far prevalere il proprio pensiero almeno nel proprio ambito; è tendenzialmente più forte nelle sezioni  o nelle associazioni locali.

Questi fattori sono presenti in varia misura e vanno presi come un dato di fatto e non serve scandalizzarsi (fra l’altro questa situazione non è un’esclusiva animalista); è meglio sapere che nelle associazioni le cose stanno così e quindi stabilire come rapportarsi ad esse e se e quanto sostenerle.

Se ritenete che quanto le associazioni che conoscete dichiarano di fare sia sufficiente (e avete fondi  per sostenerle tutte), non vi sono ovviamente problemi; se dovete invece selezionare, tenete conto  che ogni associazione tende a presentarsi come necessaria e a "ricamare" un po’ su quello che fa (per i motivi detti sopra);  potrete decidere allora anche in base ad altri fattori:

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lo spirito di collaborazione; dal sito e dall’eventuale pubblicazione potrete vedere se si tratta di un’associazione "faso-tuto-mi" o se collabora spesso e volentieri con le altre. Anche la presenza dei link alle altre associazioni può essere indicativa in tal senso.

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la trasparenza amministrativa; potete vedere sia dal sito sia dalla rivista sociale (se c’è) se i soci ricevono copia del bilancio e se esso è pubblico. Sia chiaro però che non c’è alcun obbligo di pubblicare o inviare il bilancio ai soci che non partecipano all’assemblea in cui lo si approva, è una semplice scelta facoltativa di ulteriore trasparenza.

Vi è infine la discussa questione sulla gestione dei fondi delle associazioni, dalle adozioni a distanza ai finanziamenti delle campagne.

Bisogna chiarire che per questo si va sostanzialmente in fiducia; se l’associazione è scorretta potrà sempre ad esempio affidare lo stesso cane (o gatto) a più persone, o gonfiare le spese o rivendere le scatolette che donate: tantissimi sono infatti i modi per far sparire i soldi. Le associazioni infatti non sono tenute ad una contabilità in partita doppia con i criteri rigorosi come quelle delle società (che pure ne combinano di tutti i colori), quindi la certezza assoluta non esiste, salvo andare a controllare personalmente i documenti contabili (nota del garante dei soci: io infatti vi consiglierei di controllare come si è formato il buco nel bilancio 2002 del Comitato).

E’ quindi vero che i soldi più sicuri sono quelli che gestite direttamente voi (ad esempio per pagare sterilizzazioni, stampare direttamente materiale ecc.), ma attenzione, tenete conto che senza un minimo di fiducia non dovreste più dare niente a nessuno e questo – se tutti facessero così - si risolverebbe nella fine di tutte le iniziative esistenti che voi non sareste in grado di sviluppare direttamente (dalle campagne di sensibilizzazione alla gestione dei rifugi).