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a confronto (testi approvati in prima lettura alla Camera e al Senato) |
Il disegno di legge continua quindi nel suo cammino e torna il
24 luglio alla Camera, in Commissione Giustizia; cosa ne pensa il
relatore Italico Perlini di
Forza Italia su quanto hanno combinato i loro colleghi?
Italico PERLINI (FI), relatore, osserva preliminarmente che le
modifiche introdotte dal Senato non appaiono tali da modificare
sostanzialmente il provvedimento. Quella più rilevante concerne
il titolo, che alla Camera era stato concepito come un nuovo titolo
del Libro secondo del codice penale in materia di delitti contro gli
animali, mentre al Senato è stato riferito ad un nuovo titolo IX-bis
denominato «Dei delitti contro il sentimento per gli animali». Le
pene sono state complessivamente mantenute, mentre è stata eliminata
la disposizione introdotta dalla Camera che contemplava una nuova
fattispecie di reato contravvenzionale riguardante divieti relativi a
videoproduzioni ed altro materiale pubblicitario. Al Senato si è dato
inoltre maggior risalto alle attività formative in ordine alla tutela
degli animali, confermando il lavoro complessivamente svolto dalla
Camera.
Pur rendendosi conto dell'esistenza di alcuni problemi
politici, esprime la convinzione che sia più importante approvare,
sia pure con piccole modifiche, il testo pervenuto dal Senato invece
di procedere ad un sorta di ping pong che rinvierebbe sine die
l'approvazione definitiva. In questo senso chiede un ulteriore sforzo
a tutte le forze politiche, pur non essendo, per primo, soddisfatto
dell'impianto della legge così come modificato dal Senato. Pur
tuttavia, per le esigenze esposte, invita ad approvare celermente il
provvedimento in esame.
In sintesi: in effetti il Senato ha
modificato sostanzialmente la legge, soprattutto in ordine
al destinatario della tutela (anche se nei comunicati di cui sopra
LAV e WWF non sembravano essersene
accorti), ma non c’è possibilità di fare altro; quindi
prendiamo la legge così com’è, salvo qualche piccola modifica.
Perlini poi ci mette del suo, con un emendamento
con cui si rende pura facoltà la promozione dell’attività
formativa, dando però un contentino finanziario: i soldini delle
sanzioni vanno alle associazioni affidatarie degli animali sequestrati
o confiscati. Nella stessa data Perlini ribadisce la richiesta di
discutere la legge in sede legislativa, senza passare per la Camera,
per fare più in fretta. Adesso infatti la Lega, dopo aver peggiorato
per benino la legge – suoi sono gli emendamenti, tranne quello DS
– Margherita sulle feste “storico-culturali” – è disponibile
ma i Verdi dicono no; leggiamo un paio di comunicati stampa
circolati in quei giorni.
Animali:
Verdi, no a legislativa per legge su maltrattamenti
(adnkronos)
Roma, 23 ott. - ''No alla
legislativa per la legge contro i maltrattamenti degli animali: il
testo deve tornare in aula''. Lo chiede la deputata verde
Luana Zanella, secondo la quale il testo approvato oggi dalla
commissione giustizia introduce elementi ulteriormente peggiorativi
rispetto al testo già licenziato dal Senato.
Animali: sì Commissione Camera a emendamenti pro-allevatori - accolti gli emendamenti della Lega (ansa).
Roma, 23 ott - Giro di vite in arrivo per chi maltratta
gli animali. Esclusi però gli allevatori. La Commissione Giustizia
della camera ha infatti terminato l'esame degli emendamenti al
testo che prevede un inasprimento delle pene per chi maltratta gli
animali. E sono state accolte tutte le proposte di modifica presentate
dalla lega che puntano ad escludere gli allevamenti dalla previsione
della legge. Nel testo originario infatti si puntava
il dito anche contro le sofferenze inflitte ai cosiddetti animali da
batteria, quelli cioè costretti negli allevamenti a vivere in
minuscole gabbie senza neanche potersi muovere. Obbligando così
gli allevatori a mettere 'a norma' i propri impianti.
Nella nuova formulazione del provvedimento, alla luce di questi
emendamenti della Lega, l'inasprimento delle pene riguarderà
esclusivamente chi maltratta gli animali ''da affezione' come, ad
esempio, cani e gatti.
Perlini ha chiesto
quindi che il provvedimento venisse votato in Commissione Giustizia
riunita in sede legislativa e per ora si sono espresse a favore quasi
tutte le forze politiche.
La legge – rispetto al testo
originario – è quindi ridotto a un vero e proprio “rottame”,
così come avvenne nel 1993.
(…) la
presentazione delle proposte di modifica ed integrazione del codice
penale in materia di tutela degli animali aveva il chiaro scopo di
colmare le lacune della legislazione attuale in materia e di garantire
agli altri esseri viventi la certezza della tutela giuridica;
La
Commissione – che non è certo formata da animalisti scatenati
-condiziona il parere favorevole (che però non è vincolante) ad una
serie di condizioni fra cui vanno segnalate la cancellazione
del famoso “sentimento” nel titolo, l’abrogazione dell’art
19 ter, la cancellazione del vincolo della grave sofferenza
nella detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro
natura e il ripristino della piena capacità d’azione per le
guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e
zoofile riconosciute, nonché alle guardie ecologiche volontarie
riconosciute secondo le leggi regionali.

Caduto, come abbiamo visto, il
veto della Lega, dopo gli ulteriori peggioramenti, resta quello
dei Verdi, ma visto l’imprimatur delle “sette sorelle” di cui
sopra, anche ai Verdi conviene dare il via libera a quella che appare
ormai una marcia trionfale verso l’approvazione, accompagnata da una
messe di applausi ritmati stile concerto di
Capodanno (o “Ceasescu”, per i più maligni).
Si tratta a dire il vero di un’impresa a dir poco disperata:
la notorietà e l’influenza presso l’opinione pubblica (e quindi
sui politici) delle “sette sorelle”
è infatti tale da garantire una copertura mediatica pressoché
totale; come argutamente
nota un importante esponente di una di queste – pensare di
modificare l’iter della legge da parte delle altre associazioni era
come pensare di modificare la traiettoria dello Shuttle con la forza
del pensiero (e il famoso Uri Geller era irreperibile).
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proporre modifiche alla legge che impediscano alla nuova normativa di peggiorare la situazione preesistente. | |
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investire di proteste
via mail la Commissione Giustizia alla Camera e fare pressione
particolarmente sui Verdi affinché mantengano coerentemente la loro
opposizione, espressa a fine ottobre 2003. | |
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prendere iniziative che
permettano di portare la protesta sui media |
Il “contrappello” comincia a circolare via internet e a
sollevare naturalmente numerose discussioni.
Come è immaginabile, la posizione della LAV a favore della
legge, trova credito
presso gran parte dei Commissari della Camera: scrive infatti, in
risposta alle proteste, l’assistente dell’onorevole Franca
Chiaromonte:
Cari
amici,
limitata alle persone più interessate.
(Dire) - Roma- lotta intestina
tra le associazioni animaliste. Da una parte c'è lo schieramento
degli attivisti (tra cui LAV, Animalisti
Italiani e associazioni ambientaliste come il WWF) che, seppur
registrando qualche peggioramento avvenuto nell'iter parlamentare,
chiede fermamente che il pdl contro i maltrattamenti degli animali
diventi legge a tutti gli effetti:
Spiegano questi ultimi in una dura nota: "reputiamo
quanto resta della nuova proposta di legge sui maltrattamenti, dopo le
modifiche delle camere, un inaccettabile arretramento culturale e
legislativo del nostro
paese, un vero e proprio favore reso agli interessi economici legati
allo sfruttamento degli animali". Il testo attuale,
infatti, che "conserva ormai solo una piccola parte degli
elementi positivi e innovativi del testo iniziale, se approvato
porterebbe ad un sostanziale peggioramento della normativa per la
maggior parte degli animali. Con la conseguente riduzione della loro
tutela, e ad una drastica riduzione delle possibilità di intervento
da parte della vigilanza volontaria operata dalle associazioni".
In particolare, le associazioni animaliste contrarie alla nuova
legge sui maltrattamenti muovono accuse specifiche al testo fermo in
parlamento. Eccone
alcune. La nuova legge "mantiene in sostanza l'impostazione
approvata al senato che considera oggetto di tutela non l'animale come
portatore di diritti ma 'il sentimento per gli animali' provato
dall'uomo".
Inoltre, il pdl "limita l'applicazione delle norme per
i reati più gravi nella
pratica ai soli animali da affezione,
escludendo esplicitamente ogni loro applicazione in materia di caccia,
pesca, allevamento, trasporto, macellazione, sperimentazione
scientifica (leggasi vivisezione), attività circense, giardini
zoologici e in tutti i
casi previsti da leggi speciali sugli animali".
E, tra gli altri motivi di critica, permette di autorizzare
feste e manifestazioni che utilizzano animali vivi anche se queste
comportano strazio o sevizie agli animali, poiché su richiesta delle
regioni tali manifestazioni potranno essere escluse dalla nuova
normativa per la loro importanza 'storico-culturale'".
(Ansa) 2 aprile 2004 - La legge contro i maltrattamenti sugli
animali divide le associazioni. Per la Lega antivivisezione (Lav), che
per l'approvazione urgente del provvedimento in questione ha già
raccolto 70.000 firme durante lo scorso fine settimana e altre ne
raccoglierà il prossimo (3-4 aprile) in 170 piazze italiane, si
tratta di una "riforma storica che farà avanzare l'Italia di 50
anni nella tutela giuridica degli animali".
Per altre cinquanta associazioni nazionali e locali
(…) si tratta invece di una legge che "permette" i
maltrattamenti agli animali” e "porterebbe l'animalismo
indietro di 20 anni". Contro il provvedimento, in discussione
presso la commissione Giustizia della Camera, daranno il via, domani 3
aprile, a una campagna di informazione con un presidio simbolico a
Roma, in piazza Montecitorio. A loro parere, bisogna impedire
l'approvazione del testo, il cui primo effetto "certo",
sostengono, sarebbe quello di far decadere per assoluzione tutti i
procedimenti in corso, relativi per esempio all'uso di trappole e
archetti e quelli dove non si è in grado di dimostrare la grave
sofferenza degli animali.
Se oggi, spiegano le associazioni contrarie alla legge, per esempio un
pettirosso é imprigionato in un archetto con entrambe le zampe
spezzate, il colpevole viene denunciato per il reato di uso di mezzi
vietati e per il reato di maltrattamenti; con il nuovo provvedimento,
invece, spiegano, il colpevole sarà punito per il solo reato di uso
di mezzi vietati, ossia con una minima ammenda. "Le nuove
norme - sostengono infine le cinquanta associazioni - daranno
impunità completa".
Da parte sua la
Lav, indicando un altro appuntamento, domani, a Trento, "ringrazia
- afferma il presidente Adolfo Sansolini - tutti i cittadini che
hanno firmato l'appello a sostegno di questa importante riforma contro
molte forme di maltrattamento agli animali, senza dimenticare i
500.000 cittadini che hanno già espresso il loro prezioso sostegno
alla legge, all'inizio del suo iter parlamentare". Queste
firme e quelle che saranno raccolte domani e dopodomani, conclude la
Lav, sottolineando che il Governo ha espresso parere positivo sulla
legge, "saranno utili per ottenere poi il quarto ed ultimo sì
alla legge da parte del Senato, speriamo - auspica - in tempi
brevi".
Si trattava di una breccia nel muro di sostegno politico alla
nuova legge: i Verdi infatti rappresentano nell’opinione pubblica
per gli animali quello che la vecchia DC era per i cattolici. Se
dai Verdi giungono critiche alla legge vuol dire che c’è qualcosa
che non va.
A Cristina Morelli si aggiungono altri dissenzienti: Maurizio
Rozza, Consigliere regionale dei Verdi in Friuli, Elisabetta Patelli,
Consigliera nazionale, Natale Ripamonti, Senatore, che promette
appoggio per quando la legge arriverà
al Senato.
A questo punto i componenti verdi della
Commissione alla Camera, Paolo Cento e Luana Zanella si
trovano con una patata bollente in mano.
Il gruppo degli ormai cinquanta e più propone una serie di
emendamenti alla legge, pur sapendo che ben difficilmente passeranno:
infatti la maggioranza,
Dopo le giornate organizzate dalla LAV a sostegno della legge anche il governo dà il suo assenso alla legge e si giunge così al giorno della discussione, il 7 aprile; si riprende la discussione in sede legislativa: il relatore Perlini nel ricapitolare la situazione rinvia a quanto già detto nelle precedenti sessioni, limitandosi a rilevare che: le modifiche introdotte dal Senato non appaiono tali da modificare sostanzialmente il provvedimento approvato dalla Camera, per quanto è stata ridotta la tutela complessiva che nel testo della Camera era assicurata agli animali. La modifica più rilevante concerne il titolo, che alla Camera era stato concepito come un nuovo titolo del Libro II del codice penale in materia di delitti contro gli animali, mentre al Senato è stato riferito ad un nuovo titolo IX-bis denominato «Dei delitti contro il sentimento per gli animali». Le pene sono state complessivamente mantenute, mentre è stata eliminata la disposizione introdotta dalla Camera che contemplava una nuova fattispecie di reato contravvenzionale riguardante divieti relativi a videoproduzioni ed altro materiale pubblicitario. Al Senato si è dato inoltre maggior risalto alle attività formative in ordine alla tutela degli animali, confermando il lavoro complessivamente svolto dalla Camera. In Commissione sono stati approvati alcuni emendamenti volti a precisare alcune disposizioni del testo e per evitare dubbi interpretativi in fase di applicazione della legge.
I Verdi presentano gli emendamenti del gruppo delle
associazioni contrarie, mentre la LAV ne presenta altri (anche se su
quali siano c’è un po’ di incertezza, perché si uniscono con
quelli della LIDA).
Si giunge così alla seduta conclusiva, il 21 aprile. Il giorno
stesso Paolo Cento e Luana Zanella, pressati dalle associazioni
contrarie, organizzano una riunione prima della discussione in
Commissione; l’ipotesi più gettonata che correva nei corridoi era
quella di un’astensione dei Verdi dopo la bocciatura degli
emendamenti per non scontentare nessuno dei contendenti: ma nella
riunione emerge una sorpresa: Animalisti Italiani, Lipu e Lega
Difesa del Cane hanno analizzato bene il testo e si sono resi conto
che così è meglio che non passi. Ripudiano pertanto “o’
scarrafon”, che resta così sostenuto solo da LAV, ENPA e WWF.
I Verdi – come potete leggere nel resoconto
della seduta – tentano dapprima senza successo di rinviare la
discussione; vedono poi bocciare (come previsto) tutti gli emendamenti
proposti sulla base di un principio: se si modifica quanto approvato
dal Senato c’è il rischio che la legge affondi.
A
questo punto però, con uno scatto di orgoglio, dopo la sospensione
per qualche ora dei lavori in Commissione i commissari Verdi
riflettono e non ci stanno: mantengono coerentemente quanto
avevano dichiarato nel precedente mese di ottobre, “rompendo” così
con LAV, ENPA e WWF e sostenendo la posizione della maggioranza delle
associazioni.
Ecco
quindi la dichiarazione finale di voto:
Luana ZANELLA (Misto-Verdi-U)
evidenzia che l'esame in seconda lettura del provvedimento in titolo
ha prodotto cambiamenti negativi del testo, tra cui la sostanziale
esclusione dell'applicabilità delle norme alle manifestazioni
storiche. Rileva che nel testo sono presenti elementi positivi ed
innovativi in relazione ai combattimenti fra animali e competizioni
non autorizzate, al divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e
pellicce di cani e gatti. Tuttavia gli elementi negativi del testo
ritiene superino quelli positivi sottolineati. Infatti il testo
attuale porta ad un sostanziale peggioramento della normativa per
la maggior parte degli animali, con la conseguente riduzione della
loro tutela, e ad una drastica riduzione delle possibilità di
intervento da parte della vigilanza volontaria operata dalle
associazioni. Per questi motivi annuncia il voto contrario dei
Verdi alla proposta di legge in esame, nella speranza che in Senato
possa essere riaperto il confronto per migliorare il testo in sintonia
con quanto espresso dal mondo animalista ed ambientalista ed in
armonia con il sentire diffuso nel Paese.
Una simile stroncatura ovviamente fa rumore e la stampa lo fa
ampiamente notare. Cento e Zanella spiegano la loro posizione anche
sul sito ufficiale dei Verdi.
La legge tuttavia continua ad essere protagonista nel
mondo animalista e nei vari “voto anch’io”, come ormai
vengono definite le indicazioni di voto per i vari candidati che le
associazioni stanno imparando a fare; in particolare la LAV inserisce
il sostegno ad una rapida approvazione della legge fra gli elementi
discriminanti per l’indicazione di voto; ottiene
così risultati un po’ grotteschi: a fronte del via
libera infatti per candidati
pro-caccia come Enrico Ferri (Forza Italia) membro dell’Intergruppo
Caccia e Pesca e Michl Ebner (SVP)
che di tale Intergruppo è addirittura presidente (cosa che
provoca la reazione comprensibilmente inviperita della Lega Abolizione
Caccia) e che è
stato applaudito a Bolzano come “punta di lancia dei cacciatori
europei”, la LAV esclude animalisti conosciuti come Maurizio
Rozza, recente autore di un clamoroso depistaggio dei segugi da caccia
a suon di feromoni o Cristina Morelli, in quanto contestano con forza
il nuovo testo sui maltrattamenti. Ma dei risultati alle europee ne
parleremo in altra sede.
il presidente presenta
“le
modifiche introdotte all'articolato in discussione dalla Camera dei
deputati, e, riferendosi alla soppressione operata con riferimento al
nuovo articolo 544-quater del codice penale, ritiene che il concetto
di "sevizie o strazio" possa consentire in via
interpretativa un parziale recupero della portata precettiva
dell'inciso soppresso che peraltro sarebbe stato preferibile
conservare. Si sofferma quindi sulla modifica introdotta al nuovo
articolo 727 - abbandono di animali - per sottolineare come la stessa,
apparentemente minima, finisce per determina
Con riferimento all'articolo 3 del disegno di legge in titolo,
non gli appare del tutto convincente, anche per via della formulazione
un po' approssimativa della disposizione, la deroga introdotta per le
manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione
competente, mentre può ritenersi opportuna la specificazione inserita
nel nuovo articolo 19-quater quanto alla necessità che gli enti
facciano richiesta di affidamento degli animali oggetto di
provvedimenti di sequestro o confisca. Ritiene invece non
condivisibile la soppressione dell'ultimo capoverso del nuovo articolo
19-quater non comprendendone le ragioni neppure nell'ottica di evitare
costi per l'erario visto che lo stesso sarebbe comunque tenuto a farsi
carico delle spese di mantenimento e di custodia in quanto
proprietario degli animali confiscati.
Se da un lato ritiene poi sostanzialmente inutile la modifica
introdotta all'articolo 5, di contro gli appare sorprendente e non
comprensibile la specificazione di cui all'articolo 6, comma secondo, con
riguardo agli animali di affezione (quella delle guardie zoofile). Non manifesta
infine contrarietà per l'innovazione introdotta all'articolo 8 in
merito alla destinazione delle sanzioni pecuniarie.
Conclude osservando che l'articolato, ancorché non
migliorato dalla lettura dell'altro ramo del Parlamento, conserva
aspetti fortemente innovativi che sono apprezzabili e rendono
opportuna una sua rapida approvazione. Un ulteriore miglioramento del
testo, senza dubbio possibile, potrebbe infatti mettere in forse il
risultato fin qui raggiunto che è comunque nel complesso positivo.
Riferisce altresì di aver considerato con attenzione, prima di
giungere a questa conclusione, le osservazioni anche critiche delle
principali associazioni per la tutela degli animali e, pur
condividendo in astratto la valutazione che il testo possa essere
corretto nel senso di garantire maggiore tutela degli animali, ritiene
che, dopo un così lungo ed approfondito esame, sia prevalente
l'interesse a giungere al più presto al varo della riforma, anche
al fine di rendere immediatamente disponibile uno strumento che possa
contribuire a porre un argine a quello scandaloso fenomeno
dell'abbandono degli animali da parte dei proprietari in partenza per
le vacanze che ogni estate puntualmente si verifica.
Come
potete leggere lo stesso presidente ammette che la questione della
“grave sofferenza” riduce la tutela, ha “dubbi” sull’esenzione per le feste con a
A questo punto il Gruppo senatoriale Verde
concorda di far presenziare
alla seduta finale anche il suo presidente Stefano Boco al fine di
dare la massima autorevolezza alla decisione finale del voto.
Il risultato delle votazioni è ben diverso da quello della
Camera: i Verdi ripropongono la loro netta opposizione,
accompagnati dalla Margherita; il senatore Dalla Chiesa infatti
dà un sorprendente e secco no; sorprendente perché non aveva appoggiato il
ritorno in aula della legge quando glielo aveva chiesto il verde
Ripamonti. I DS invece si astengono … perplessi. La Lega
Nord mugugna un po’ perché la legge è troppo
“animalista”…..
UDC ma soprattutto AN e Forza Italia
sostengono con forza la scelta di approvare questa legge. Potete
leggere qui il dettaglio delle dichiarazioni di
voto.
Il sostegno di governo e maggioranza ovviamente mette il turbo
ai festeggiamenti per l’approvazione della legge sulle televisioni
nazionali, dove c’è un
gran “batti batti le manine”
alla nuova legge. Per i partiti di governo basti vedere cosa
appare sul sito di Alleanza Nazionale: una legge firmata AN.

L’articolo
19ter esclude dalla protezione e tutela di questa legge gli animali
soggetti ad essere cacciati, pescati, allevati, trasportati macellati
o sottoposti a sperimentazione scientifica, quelli destinati ai circhi
e agli zoo. Non tutelati e quindi passibili di qualsivoglia
maltrattamento legalizzato anche gli animali che la competenza
regionale ritiene di bistrattare in virtù di tradizioni e usanze.
È
vero che per alcune categorie sopra menzionate esistono altre norme
legislative di regolamentazione, però stabilire questa separazione
manichea tra diverse “classi” di animali non fa che
ulteriormente supportare il concetto di valore dell’animale non in sé,
ma solo in quanto oggetto dell’affetto umano.
La
stampa informa meglio
Tanto
tuonò che piovve. Davvero non capisco la standing ovation di Lav ed
Enpa. Condivido l'opinione degli altri animalisti (Wwf,Una,Animalisti
Italiani ecc.) che hanno riservato fischi e pomodori alla sua uscita.
La legge che mette in galera chi abbandona cani e gatti,dopo
tormentate revisioni da parte delle Camere, si è svuotata dei suoi
originali contenuti, a partire dal titolo "Dei delitti contro gli
animali" ora divenuto "Dei delitti contro il sentimento
per gli animali". Chiaro segno di antropocentrismo che profuma del più frusto
veteroclericalismo. Certo, per quanto riguarda l'abbandono di cani e
gatti, i combattimenti tra animali, la vendita di pellicce di gatto e
cane,questa legge finalmente parla di arresto e di carcere, spegnendo
il nostro fanalino di coda che brillava tra i paesi più civili. Per
quanto riguarda il maltrattamento degli animali non solo si deve
provare la detenzione in condizioni incompatibili con la natura, ma
è necessario ora provare anche le "gravi sofferenze"
inferte a cani e gatti. Un vero godimento per il contorsionismo
dei nostri legulei. Questa legge limita l'applicazione delle norme per
i reati più gravi, ai soli animali d'affezione,escludendo
esplicitamente caccia, pesca, allevamento, trasporto, macellazione,
sperimentazione scientifica, attività circense, giardini zoologici e
tutti i casi previsti da leggi speciali sugli animali. I cavalli
continueranno a nitrire con le zampe spaccate sui camion della morte.
E sento puzza di deroghe a pioggia. Dulcis in fundo, le
regioni, per motivi storico-culturali, potranno autorizzare
manifestazioni che comportino strazio di animali vivi (avanti con i
palii, le corse di buoi, di asini, di maiali bigiunti; chissà forse
la corrida?). Spiacente se non mi unisco ai tamburi della banda che
suona marce di vittoria, ma questa è una legge che ha un giorno di
vita ed è già vecchia. Gli animali massacrati nei trasporti,
quelli oggetto di orribili esperimenti "scientifici", quelli
sacrificati nelle feste di paese, non ringraziano. Continuano a
soffrire e a sputare sangue. Si punisce chi disturba il sentimento
umano nei confronti degli animali. Nulla a che fare con il riconoscere
loro quello che pure è ormai certo che abbiano. Un'anima. Se no,
perché continuate a chiamarli animali?

L’intervento del senatore Fassone in cui si spiega la
questione del “sentimento per gli animali” lo abbiamo già letto;
qui aggiungiamo solo che si premura di “firmare” anche lui la
legge affermando che essa “è nata sotto la spinta non esclusiva
ma determinante delle forze politiche del centro-sinistra”;
sorvola sul fatto che tutto il centro sinistra o si è opposto (Verdi
e Margherita) o (come il suo gruppo) si è astenuto in sede di
approvazione; si vede che ora non conviene più segnalarlo e in
effetti chi mai andrà a spulciare i resoconti parlamentari? Già chi
mai?
Subito dopo il giudice Santoloci afferma convinto
che ora gli animali vengono tutelati in via diretta e non in
quanto incrudelire verso di loro offende il comune sentimento di pietà
umana.
Appare chiaro che uno dei due si sbaglia. Il futuro ci
dirà se è chi la legge ha contribuito a
farla o chi la dovrà
interpretare ed applicare.
Infine nel suo intervento Gianluca Felicetti afferma che “gli
animali sono entrati e devono rimanere nella serie A della
considerazione giuridica”.
Ci auguriamo vivamente che nessun umano finisca mai in una
simile “serie A" e che in futuro venga creata una serie
“AAA” in cui accogliere gli animali resi
realmente titolari di diritti propri, ora inesistenti.
Il fatto che l’Unità ben si sia guardata dall’inserire nel
suo supplemento anche la voce dei dissenzienti è un episodio
non certo esemplare per chi critica tanto (peraltro anche a
ragione) la faziosità degli attuali mezzi di informazione in mano al
governo; vedremo se Furio Colombo darà spazio anche ai dissidenti.
| data 23/10/2004 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Italia |
ARGOMENTI Maltrattamenti |
fonte | note |